La Tecnica

Silvana Sisi Arte

La scoperta del colore, per Sisi, è stata un po’ come le strade delle colline dei suoi luoghi d’origine: dissestata, faticosa, ma decisamente appagante. Inizia il suo approccio con i colori ad olio sin da bambina, impara a stendere il colore e tutte le tecniche per rendere al meglio l’immagine con questi strumenti, ma senza mai essere soddisfatta appieno dalla consistenza del colore. Per questa ragione, e per rendere una delicatezza differente, Sisi inizia ad approcciarsi all’acquerello; che però non la convince, sia per il problema del supporto, che deve necessariamente essere cartaceo, sia perché la trasparenza dell’acquerello non le consente di lavorare la materia e toccare con mano il colore per renderlo plastico e come lei vuole che diventi per plasmarlo sull’opera. Silvana, sia nella vita che nel suo percorso professionale, non smette mai di reinventarsi e cercare nuove soluzioni, per poter rendere concreto l’universo di forme e luci che ha in mente; prova quindi un approccio all’acrilico, ma non è la sua strada, non le piace la resa e la sua freddezza per cui lo abbandona quasi all’istante. Finché non incontra un allievo di Annigoni, che le mostra la tempera all’uovo, le tecniche migliori per lavorarla e mescolare i colori e le dà qualche informazione in più su questo modo di fare arte: un modo che Sisi riconosce come suo da subito e in cui si sente come “tornata a casa”. Da subito inizia a studiare e sperimentare con diverse cromie, a inventare con un processo da alchimista creativa che le permette di raggiungere in maniera plastica, materica e sensoriale il risultato che ha in mente. Non è sola con le sue mani a realizzare le sue opere, ma Sisi si lascia coinvolgere dai materiali che la circondano, accostando la pittura con le dita a quella con attrezzi come spugne, carta, e altri oggetti che donano una texture particolare e unica ad ogni opera. Per Sisi, l’artista è una convivenza di ciò che pensa e della cosa che pensa. Con ciò, l’artista manifesta un principio in cui, attraverso l’uno, va a definire e dare vita al tutto. Ché il tutto e l’universo, sono rappresentati nel singolo, come un bagliore di luce che squarcia il cielo. Sisi attraverso i suoi monocromi s’immerge intimamente nella realtà delle cose, in maniera continua e vibrante, sublimandola e dissolvendola in puro colore. Per Sisi l’opera d’arte è ciò che esprime in maniera innovativa, unica e coinvolgente valori e significati universali, eterni e, per questo, spirituali. È proprio questa la ragione per cui l’alchimia può rappresentare il migliore utilizzo delle forze contrastanti a disposizione dell’uomo; perché essa amalgama, unisce in modo equilibrato elementi eterogenei a creare un prodotto uniforme, armonico. E qui, la vera arte, si fa alchimia, in quanto amalgama varietà cromatiche, di suoni, di materiali e di parole così da rendere percepibile l’invisibile, l’infinito, l’eterno. La pittura a uovo, in quanto alchimia, diventa quindi per Sisi la sublimazione dell’arte: nella fusione perfetta delle tecniche a olio e ad acquerello, combina la consistenza grezza, materica dei colori a olio, e la dolcezza, la trasparenza degli acquerelli in un vortice di contrasti che sveglia sentimenti nell’artista, ma anche nello spettatore; instaurando in questo modo un rapporto unico fra opera, artista e fruitore.

''… è inutile pensare a Silvana Sisi come non cercarla dove si suppone possa essere. Perchè in quello stesso momento,lontana e irraggiungibile, è già da un’altra parte…'' Giovanni Faccenda – Firenze

Silvana Sisi trae ispirazione dal mondo della pubblicità recuperando gli infiniti spezzoni dell’immaginario televisivo facendoli rivivere sulla tela attraverso una pittura intrisa di luce e di atmosfera.
Con sapiente manualità conferisce alle sue opere una poetica e misteriosa inconsistenza, ed un’impalpabilità che ricorda l’immagine elettronica da cui esse provengono attraverso il raffreddamento operato dalla presa di distanza del suo occhio pittorico.
Nell’odierno contesto delle arti visive, Silvana Sisi fa rivivere l’eterna magia del dipingere, la sua insostituibile valenza di duplicato della realtà attraverso la quale le immagini più comuni guadagnando una nuova bellezza.

Tutto ciò avviene attraverso una decisa semplificazione dell’immagine in un nitore compositivo che privilegia il piano ravvicinato, trascurando i dettagli dell’ambiente.
L’opera di Silvana Sisi non è un caso isolato ma testimonia l’attualità dei più recenti linguaggi della pittura.
Sia la tecnica che i soggetti riprodotti accomunano l’artista al filone della “Nuova Immagine Internazionale”, uno dei fatti più rilevanti nel panorama artistico europeo ed americano.
La luminosa ricchezza cromatica delle opere di Silvana Sisi è il risultato di una magistrale lavorazione a spugnature con la materia coloristica esibita nella sua bellezza grazie a velature ottenute per sovrapposizioni e rifiniture a tratteggio finissimo che richiedono grande destrezza.
I dipinti della Sisi sono basati su una gamma di colori r affinati in cui prevalgono i toni base: bianco, nero, blu, rosso, in una sottile sinfonia di gradazioni, talora fino al monocromatico o alla luce più abbagliante, in un proce sso analogo alla solarizzazione fotografica.

La grande arte giunge sempre da lontano ed è il risultato dell’incontro del passato col presente.
Silvana Sisi non elude quest’aurea regola: la sua metodologia esecutiva è, infatti, la rivisitazione, con quel tanto di sperimentazione propria della pittrice di razza, di una tecnica antichissima che sta alle origini della pittura europea, la tempera all’uovo. Il segreto della tempera all’uovo è descritto da Cennino Cennini, il “padre” della pittura medievale, nel suo Libro dell’Arte datato 1398. La tempera all’uovo è una mescolanza di pigmenti naturali, noti anche come terre, mescolati nel rosso dell’uovo come legante.
Questi due elementi conferiscono alle opere di Silvana Sisi la consistenza materica dei colori ad olio e la trasparenza dell’acquerello con un effetto finale unico nel suo genere ed immodifi cabile nel tempo.
L’artista vive e crea le sue opere a Fano (Italy) e ad Itaparica (Bahia – Brasile).